"L'Aquila, città per le donne nasce" così...

Venerdì, 17 Maggio 2013
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Pubblicato in News

di Ileana Santone.

Mi piace riportare alcuni stralci del mio intervento all’incontro dello scorso anno, perché è stato per me un interessante momento di riflessione ed una proficua esperienza. Da qui, noi tutte ripartiamo per questo nuovo progetto sperando di riuscire a tradurre le nostre riflessioni in una concreta realtà.

La nostra analisi era stata impostata sul vissuto reale di tre donne aquilane, che ogni giorno affrontano una serie di difficoltà inerenti i loro molteplici ruoli in rapporto con le attuali problematiche della città.

Più in generale, se si tengono presenti gli aspetti del quotidiano, la giornata lavorativa delle donne è molto meno semplice di quella degli uomini, non solo per i molteplici ruoli svolti ma anche perché la città è pensata dagli uomini per gli uomini, ne consegue che

La città è sessista

Ma non è possibile dividere il territorio da chi lo abita, e abitare un territorio non è solo disporre di una casa, ma muoversi, fruire e produrre cultura, godere di garanzie sociali.

Anche se la pianificazione è rivolta ai fruitori di un territorio, è dimostrato che le donne hanno degli svantaggi all’interno di un ambiente costruito dagli uomini.

Quindi sta a noi tecnici, uomini o donne, definire una strategia per il governo del territorio che possa assumere queste domande e trasformarle in qualità urbana, sta a noi garantire che la ricostruzione sia l’occasione concreta per coniugare le sfide della modernizzazione con la sostenibilità ambientale ma anche della coesione e della solidarietà sociale.

Il primo obiettivo che ci dobbiamo porre è la possibilità di ricostruire insieme le case e il territorio anche attraverso l’esperienza della vita quotidiana. La ricostruzione deve essere imperniata su tematiche capaci di raccogliere interessi, suscitare entusiasmi, coagulare sforzi ed attrarre risorse, perchè è impensabile immaginare il futuro attraverso la lente delle vecchie logiche ed in questo contesto uno “sguardo rosa sulla ricostruzione” porterebbe quel valore aggiunto indispensabile per realizzare una città che affronti e risolva le esigenze di tutta la società.

Ricostruire questa città significa ristabilire una qualità della vita che abbiamo perso tre anni fà, significa correggere gli errori che preesistevano al terremoto e i problemi che sono nati dall’emergenza. Credo che in quest’ottica sia ancora più importante che le istanze progettuali siano fondate anche sull’esperienza di vita quotidiana, credo sia ancora più importante ascoltare le donne aquilane che vivono in un territorio non progettato e quindi ancora più difficile, credo sia ancora più importante tenere conto del fatto che

Una città progettata per le donne è una città migliore per tutti.

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Giugno 2013 15:16
Ileana Santone

Architetto dal 1971, nel corso della carriera ho sempre cercato di coniugare una dimensione spaziale qualificata con la realizzazione di progettualità concrete. L’attenzione rivolta al sociale mi ha vista componente della Commissione Pari opportunità della Regione Abruzzo e successivamente socia del Soroptimist International Italia club AQ.

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